ALBISOLA CERAMICA - Made in Albisola il Paese della Ceramica

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Lavorazione delle stoviglie in terracotta, Albisola Ottocento
Manifattura Siri
Rete d'Impresa Made in Albisola

TUTTO PASSA ATTRAVERSO LA NOSTRA STORIA E LE NOSTRE CAPACITA' DI ARTIGIANI

In Albisola, antichissimo borgo del Ponente Ligure, da più di 500 anni,  le botteghe della ceramica albisolese offrono un meraviglioso  spettacolo creativo con il tornio che gira velocemente per foggiare i  vasi, le decorazioni dipinte da mani esperte e la cottura nelle potenti  fornaci.
Albisola fu definita da  Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Movimento Futurista, la "Libera  Repubblica delle Arti" per il suo stretto legame con il mondo dell'arte  durante il corso del Novecento, secolo nel quale i due comuni di  Albisola Superiore e Albisola Marina furono la capitale mondiale  dell'arte ceramica.
Oggi i due comuni sulle rive del Torrente  Sansobbia racchiudono, come in uno scrigno, numerosi laboratori  artigiani, gallerie d'arte, antiche fornaci storiche e tante opere  d'arte in ceramica che arredano le vie di questa piccola "capitale  dell'arte ceramica" della Riviera Ligure.
In questo contesto storico  culturale 6 delle migliori aziende dell’artigianato ceramico hanno  costituito la Rete d’Impresa MADE IN ALBISOLA per soddisfare ogni  esigenza del mercato della ceramica, del collezionismo d'autore e del  mondo del design.
MADE IN ALBISOLA
Artigianato Eccellenza Ceramica
Rete di Impresa delle Manifatture Ceramiche di Albisola
@ mail ceramica@madeinalbisola.it

  • Pierluca Ceramiche
  • Ceramiche San Giorgio
  • Ceramiche Mazzotti
  • Giuseppe Mazzotti 1903
  • La Casa dell'Arte
  • Tortarolo Marco Ceramiche

Queste 6 aziende possono vantare, nell’insieme delle loro attività, oltre 3 secoli di esperienza.
Un’esperienza  di alto artigianato che viene messa a disposizione del mercato  dell’arte ceramica per soddisfare le più raffinate esigenze della  clientela.

  • RIEDIZIONE DEGLI STILI CLASSICI
  • LAVORAZIONE ARTIGIANLI SU COMMISSIONE
  • CERAMICHE PER L’ARREDAMENTO
  • COLLABORAZIONI CON IL MONDO DELL’ARTE
  • PRODUZIONI PER IL DESIGN
  • CORSI DI CERAMICA
  • RESIDENZE PER ARTISTI

AZIONI DELLA RETE MADE IN ALBISOLA

  • Interscambio know how
  • Collaborazioni fra aziende in ambito produttivo
  • Acquisti materie prime in economia di scala
  • Realizzazione rete di vendita
  • Partecipazione a fiere campionarie
  • Realizzazione eventi promozionali
ALBISOLA
NEL 900' CAPITALE MONDIALE DELL'ARTE CERAMICA

I  suoi laboratori aprirono le porte e accolsero, negli Anni Trenta, gli  esponenti del Movimento Futurista, guidato da Filippo Tommaso Marinetti,  e negli Anni Cinquanta gli artisti del Gruppo Co.BR.A. e gli autori  italiani quali Enrico Baj, Sergio Dangelo, Aligi Sassu, Ernesto Treccani  assieme a Lucio Fontana, Wifredo Lam e tanti altri. Da questa storia,  ancora oggi, i laboratori di Albisola mettono a disposzione dei maestri  dell'arte le proprie conoscenze e capacità artigianali.

La Passeggiata degli Artisti fu costruita nel 1963
ed  è un'opera unica al mondo dove i disegni di grandi artisti  costituiscono un pecorso lungo quasi un chilometro, le fanno da contorno  i bronzi di Lucio Fontana, il Monumento ai Caduti di Leonardi  Leoncillo, il sottopasso come le ceramiche di Carlos Carlè (Argentina) e  Ansgar Elde (Svezia). Questo a testimoniare il forte legame fra  Albisola e il mondo dell'arte espressiva; i laboratori hanno sempre le  porte aperte per gli artisti e gli amati dell'arte, numerose sono le  sedi espositive che allestiscono esposizioni. La capacità degli  artigiani è la garanzia perchè dalle fornaci albisolesi escano opere  d'arte irripetibili.

Pozzo Garitta
è il borgo antico di  Albisola, un angolo incantevole di archietettura spontanea ligure, oggi  è Centro d'Arte Contemporanea con la presenza di atelier e sedi  espositive.
LAVORAZIONE ARTIGIANALE
The pottery and majolica working process

Con la stessa passione di sempre :
l'Amore per il Gran Fuoco
La lavorazione delle ceramiche e delle  maioliche prodotte dalle manifattura della Rete d'Impresa Made in Albisola sono realizzate oggi con lo stesso procedimento lavorativo  integralmente manuale che ha reso famose nel mondo le ceramiche di  Albisola.
La produzione è particolarmente rivolta a preziosi ed  artistici componenti d'arredamento, a oepre d'arte, realizzate in tiratura limitata.
La creazione di una terracotta inizia con la scelta dell'argilla tufacea che  presenta la migliore compattezza, prosegue con la fase della  balleggiatura cioè con l'eliminazione manuale di ogní bolla d'aria. A  questo punto inizia la fase della foggiatura che può avvenire in quattro  modi:
Il primo è detto al tornio: il torniante (cosi è denominato  chi esegue questa operazione) colloca una palla di argilla su un dísco  ruotante e con I'ausilio delle sole mani foggia vasi e tutti gli oggetti  a sezione circolare.
II secondo metodo è definito del calco a  pollice: l'argilla viene modellata con il pollice all'interno di un  calco di gesso in negativo per creare statue od oggetti che presentano  un modellato a tutto tondo.
Il terzo metodo è nominato a modine:  prevede I'abbinamento del tornio e del calco in gesso e serve per la  foggiatura dei piatti di piccola e media grandezza.
II quatto è  chiamato a colaggio: si miscela I'argilla con I'acqua e successivamente  la si immette in calchi di gesso (sempre al negativo). Questa  lavorazione è soprattutto indicata per ottenere manufatti  particolarmente leggeri e precisi. È necessario quindi seguire con cura  l'essicazione dell'opera compiuta.
Questa fase è assai delicata;  risente infattí delle stagioni e degll sbalzi di umidità e dura da un  minimo di tre giorni per gli oggetti più piccoli si no a un mese per  vasi di medio grande dimensione.
Prima che la foggiatura sia  completata viene eseguita la spugnatura che consiste nella levigazione  della superficie dell'oggetto eliminando le piccole imperfezioni.
A  questo punto il manufatto è messo in forno e in 12 ore raggiunge la  temperatura di 980° a cui seguono 24 ore di raffreddamento.
Uscito  dalla prima cottura I'oggetto, detto in biscotto, viene maiolicato  ovvero immerso in uno smalto diluito in acqua a base dí ossidi metallici  perché venga rivestito da un fondo bianco.
Prima della pittura la ceramica viene ripulita da eventuali colature e spruzzato per amalgamare lo spessore dello smalto.
La  decorazione avviene interamente in punta di pennello a mano libera e si  esegue con colori a base di ossidi metallici come il rame, il cobalto e  il ferro.
Al termine della decorazione le ceramiche vengono rimesse in forno, per una seconda cottura, che raggiunge i 940° a seguono altre 12 ore di raffreddamento.
Tutte le ceramiche sono frutto di una rigorosa selezione  che viene svolta dalle stesse esperte mani che accompagnano ogni  ceramica in tutte le fasi della lavorazione. Per questo motivo siamo  certi che ogni opera sia unica e irripetibile, tanto da farne, così come  oggi avviene con la produzione del passato, un prezioso oggetto  da collezione.
GLI STILI TRADIZIONALI

Bianco e Blu
Il decoro fu introdotto, alla metà,circa, del secolo XVII dalla famiglia Guidobono al cui capostipide Giovanni Antonio (1631 -  1685) si fa risalire la definizione a chiaro scuro del monocromo  turchino. E' costituito fondamentalmente dalla rappresentazione della  figura umana collocata in un paesaggio quasi sempre costituito da un  primo piano con cespi vegetali e con piccole rocce e da un secondo piano  con prati, alberi, qualche casa o castello e da un piano di fondo con  montagne e nuvole. La "scena" è la rappresentazione di qualche episodio  biblico, mitologico, letterario reffiguranto in stampe, in illustrazioni  di libri, utilizzate come modello. Una decorazione meno impegnativa è  costituita dalla raffigurazione in qualche putto soltanto o del solo  paesaggio. E' relalizzato su maiolica bianca o azzurrina in monocromia  blu, ma anche, più raramente, in policromia.

Calligrafico Naturalistico
Introdotto  nella prima metà del XVII secolo nelle fabbriche di Albisola e Savona,  il decoro riprende i motivi delle porcellane cinesi in uso durante il  Regno Wan-li della Dinastia Ming (1571 - 1619).  Presumibilmente i ceramisti ebbero a disposizionemodelli originali  cinesi o prodotti persiani di imitazione. La sua denominazione è dovuta  alla tecnica di pittura, cioè al segno quasi calligrafico che delinea il  disegno e ai soggetti prevalentemente naturalistici. In particolare, si  nota che ai soggetti orientali -lepri, cerbiatti, cani, uccelli tra erbe e fagli lancellate, fiori e palmette-  furono sovrapposti anche motivi occidentali quali castelli, campanili,  chiese, figure umane con contorno di cipressi. la realizzazione è su  maoiolica bainca o azzurrina in monocromia blu nella fase iniziale e poi  in policromia, con colori verde, arancione, blu e giallo, nel corso  della produzione.

Uccelli e Prezzemolo
Introdotto  nel pieno del XVIII secolo nelle fabbriche di Albisola, il decoro è  ripreso dalla ceramica della famiglia verde cinese e dalla famiglia  Kakiemon dove sono sostituiti i fiori orientali con il prezzemolo. I  soggetti sono uccelli posati su rami di alberi che presentano fronde  simili alla foglia di prezzemolo o svolazzanti in cielo. E' realizzato  in vivace policromia -verde arancione, giallo, blu, marrone-  su maiolica bianca. A differenza dei decori del secolo XVII e di quelli  coevi del XVIII, non esiste una tipologia monocroma ed è del tutto  assente ogni altro soggetto che non sia questo uccelòlo policromo dal  lungo becco e dalle lunghe, esili zampe.
NEI SECOLI XVII  -  XVIII  -  XIX

Levantino
Questo  decor, eseguito a più colori o soltanto in manganese, è costituito dal  diesgno schizzato di minuscoli paesonaggi e animalett, ma anche di  elementi paesaggistici come casolari, alberelli accetera. Risulta molto  diffusa nelle maioliche del pieno secolo XVIII, apllicaa a tutto campo,  oppure entro riserve stagliate su fondo viola di manganese (talvolta  azzurro o giallo) steso e spuignato o a robuste pennellate. Nella  tipologia a riserve vi è una influenza orientale; infatti il modulo  degli spazi incorniciati è di origine cinese. Le raffigurazioni derivano  dalle incisioni del francese Jacques Callot. La realizzazione è sempre  su maiolica bianca. Il suo nome deriva dalla famiglia di ceramisti, i  Levantino, appunto, attivi in Savona e Albisola dalla secondo metà del  XVII secolo, e per tutto il XVIII scolo, che seppero realizzarlo con  grande maestria.

Decoro Boselli
Nella  second ametà del secolo XVIII il ceramista Giocomo Boselli produsse  ceramiche riprendendo un decoro floreale assia in voga a Strasburgo, a  Marsiglia e anche a Lodi; da qui l'origine del della denominazione usata  ad Albisola per indicare questa tipologia. La decorazione di un  soggetto da perno su un mazzetto di fiori dominato da un tulipano oppure  da una rosa a cui fanno contorno alcuni altri fiori di piccole  dimensioni -miosotis, botton d'oro, margheeritine- completano  il tutto opportune foglie. La restante superficie è cosparsa da qualche  piccolo gruppo di fiorellini e fogliette o da alcune foglioline  soltanto. La realizzazione è su maiolica bianca in policromia con colori  rosa, giallo, arancione, viola, azzurro e verde, ma anche in  nmonocromia verde.

Ceramica nera e gialla
Tipica produzione albisolese di ceramica popolare che caratterizza il secolo XIX. Sono documentate tre tipologie: "a taches noires" (così la chiama Chabrol nella sua "Statistique") o anche "striata bruna" che inizia alla metà del XVII secolo, la "ceramica nera" e, infine, nel pieno del XIX secolo, la "ceramica gialla".  Si tratta, in tutti e tre i casi, di terracotta verniciata, ma quella  giallaè anche ingobbiata. La decorazione è assai ridotta o addiruttura  assente. La tipologia gialla è la più decorata, con una tecnica  particolaredtta "a spugnetta" perchè ottenuta con l'uso di una spugna  ritagliata nella forma voluta, generalmente, disegni geometrici ispirati  alla trama dei pizzi. L'uso del pennello rimane soltanto in alcuni  motivi centrali - un fiorellino, un uccellino- che completano la decorazione quando si vuole dare un tono particiolare.
IL NOVECENTO

Art Dèco o Stile 1925
Introdotto nella produzione albisolese da Manlio Trucco a partire dal 1925, traduce in ceramica i canoni dell' Art Dèco. Segna il ritorno della decorazione "a protagonista" nel XX secolo. E' relizzato in terracotta decorata sottovernice a motivi floreali e vegetali stilizzati, ma vi sono anche animali e la figura umana. Uno dei motivi più caratterizzanti è il pappagallo con il pesco fiorito , ma anche uccelli acqatici negli stagni e tronchi d'albero con fiori, tutti elementi tratti dai "mezeri" genovesi. Altro motivo importante è dato dalla girale con foglie e fiori stilizzati e ancora il motivo dell'uccello ad ali spiegate con il lungo collo inserito in un arebesco di sinuosi raggruppamenti di foglie e fiori stilizzati del tutto diversi da quelli che ornano le girali. In questa tipologia la decorazione copre per intero l'oggetto e i colori sono vivaci, titpico il colore giallo con il manganese o il brunonero e tocchi di bianco e rosso; c'è anche la monocromia in brunorosso, ma anche la policromia con l'azzurro, il verde, il nero, l'arancio; in sintesi una ricca tavolozza di colori eè specifica negli abbinamenti.

Ceramica Futurista
Irrompe nella produzione ceramica albisolse nell'agosto 925 per opera di Tullio d'Albisola e prosegue nel decennio successivo con noteevoli modifiche. Si hanno, pertanto, due tipologie. La prima è terracotta con forme "sbilenche, insensate ed eccentriche", decorata con motivi geometrici a colori "urlanti" e ricoperta di cristallina traslucida.
La seconda, successiva, di qualche anno, è terracotta maiolicata matt con effetto a buccia d'arancia, decorata con motivi geometrici a colori vivaci e sfumature.
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